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Oggi sono felice, felice…


Estre
…¡feeeeeeeeeeelice!
Dopo mesi di «non voglio», «non posso», lacrime di rassegnazione e rabbia, urla frustrati, fino alla rabbia cieca, e tanta ma tanta tanta pazienza, empatia e allenamento logopedico  con la nostra madrina Julia, ce l’hai fatta a leggere le prime parole del libro Pinocchio, 🙂.
Questo regalo inestimabile mi ha toccato nel più profondo della mia anima, in tale modo che ho voglia di piangere di gioia, in questo momento ti sei spianata la strada per far guarire gradualmente le tue ferite.

Relazione del’esperienza della nostro stagista Carla

Carla

Con una faccia rossa e tutta sudata arrivo davanti al cancello in ghisa del progetto. Sono le ore nove del mattino, ma fa già molto molto caldo. Con un cigolio e squittio la serratura si apre; Leica, il labrador nero mi saluta già saltando sfrenatamente nell’anticamera. Il mio primo passo mi porta nel ufficio di Priska. Prima cosa liberarmi dalle mie borse e bere un grande sorso d’acqua. Passando dalla cucina si arriva nel cortile soleggiato. Il primo bambino arriva di corsa verso di me, correndo quasi cade, ma una sorella maggiore intercetta la caduta in tempo.
Due madrine sono con alcuni bambini seduti intorno ad un tavolo  grande in pietra. A un tavolo viene dipinto e incollato, all’altro ascoltato e cantato musica ad alto volume. Anche una ragazza più grande grida con fervore il testo. Poi nel ritornello, mi rendo conto che è per imparare ad andare in bagno. Suona bene mi piace, è davvero un tema importante.
Ma comunque mando le ragazze più grande ancora davanti a me in classe, perché adesso è il momento per la lezione di inglese. In classe é già seduta una delle insegnante e aiuta ai bambini con progetti e compiti scolastici. Un ragazzo tiene la testa bassa concentrato del suo libro, due ragazze chiacchierano animatamente e un altra coppia una mappa geografica da un libro scolastico. Uno sguardo veloce al orologio, c’è ancora abbastanza tempo per sedersi sotto l’immenso ventilatore, che rinfresca un po’ la stanza. E si comincia con Hangman, disegnare mostri e denominare parti del corpo. Mi sento di essere invecchiata di 20 anni, quando fine lezione dico: studiate bene i vocaboli, che settimana prossima scriveremo un test. Eh si, cosi facilmente si dicono delle cose che tempo fa si era convinti che, questa cosa non lo farò mai. Per questo che mi viene da sorride, anzi trattengo una risata, vedendo dei sguardi inorriditi con un mormorio generale. Sia in Germania che in Nicaragua, imparare vocaboli non è una delle cose che piace.
Dopo aver messo via i miei documenti, osservo con stupore le opere d’arte che una delle ragazze intreccia, con dita agile, nei capelli di un’altra ragazza. Per la scuola si fa bello e penso con vergogna alle mia coda di cavallo, che veloce, strada facendo venendo in classe mi sono fatta e che già si dissolve lentamente nelle sue parti. Infatti, già mi si avvicina una delle ragazze, tirandomi vicino ad una banchina e mi chiede se può intrecciare i miei capelli. Cosa potevo avere in contrario. Solo che non avevo messo in conto il pettine, la precisione, le mani veloci delle bambine e i nodi nei miei capelli. Più in particolare, fa piuttosto male. Tira e tira in posti della mia testa che nemmeno sapevo di esistere. Però dopo un po’ il dolore passa e poco a poco posso addirittura godermi la sensazione di piccole mani sulla mia testa. Inoltre, in questo modo posso osservare come sempre più bambini arrivano di corsa nel cortile.
La maggior parte dei bambini, che la mattina era a scuola, adesso sono tornati e chiaramente hanno mille cose da raccontare. Ridono e saltano, e un paio stanno cercando la corda blu per poter giocare a saltare la corda. I ragazzi hanno già catturato alcuni dei giocattoli di figure ad azione e sono sommersi abbastanza nel loro mondo. Ma quando i bambini si fermano per un attimo e non si sentono osservati,  si immergono in un mondo diverso, che sembra essere molto triste. Poi loro sguardo diventa malinconico e gli occhi piccoli dei bambini raccontano il dolore e problemi che in realtà non dovrebbero preoccupargli. Ma due secondi dopo, se viene chiamato da un altro bambino, per esempio, torna immediatamente a cantare e ridere, la tristezza sembra essere dimenticata. Eppure, sotto la superficie, rimane quella sensazione, di questo sono abbastanza sicuro. Questa era una delle cose che mi ha toccato molto profondamente, così come la gioia e le risate sono contagiose, così anche la disperazione e la tristezza non passa senza lasciare una traccia. Ma come arrivano questi momenti altrettanto velocemente se ne vanno. Piano piano è ora di pranzo ed i bambini più piccoli vengono messi ad uno dei tavoli grandi in pietra. Hanno ancora bisogno di aiuto per mangiare e vengono imboccate. I bambini più grandi si mettono già in fila per poter prendere il mangiare in cucina. Sui tavoli c’è già del tè freddo, fatto in casa dalle foglie degli alberi nel cortile e piccolo piatto pieno di insalata e tortillias di mais. Nel progetto i bambini devono anche imparare a mangiare sano e allora in questo caso ,mangiare verdure. Buon per me, perché si come sono vegetariana, è il mio nutrimento principalmente. Solo perché noi badanti siamo del opinione che i bambini hanno bisogno di assistenza per il mangiare, non significa affatto che loro la pensano allo stesso modo. E così mi abituo, che spesso uno dei bambini scompare sotto il tavolo, perché non vuole essere imboccato. Mi sento come una domatrice di leoni quando io stesso rapidamente scivolo sotto il tavolo, con il piatto di cibo in mano e con voce rassicurante ripeto a dire: Guarda, puoi mangiare da solo se ti siedi di nuovo a tavola. Guarda che buono il cibo. Dai vieni su. E guardando ipnotizzato e fisso il piatto il bambino striscia di nuovo al suo posto. Tuttavia, a volte imbroglio e di nascosto metto il cibo sul cucchiaio, quando non sta guardando. O in altri giorni soffio nella minestra calda. Dopo aver mangiato ai bambini più piccoli viene fatto il bagno e messi a dormire. Dopo un po’ di lamentele per dover lavarsi i denti, mi rallegra enormemente sentire le risatine e le risate dal bagno, quando l’acqua che cade sulle piccole testoline. A volte cominciano persino a ballare. Quando poi tutti i bambini con pannolini  puliti si trovano in fila sul letto, è un immagine è così tranquilla e bella, che ti piace di sederti un po’ vicino a loro per osservargli mentre dormono. Sempre se dormono tutti. Mentre alcuni scompaiono immediatamente nel regno dei sogni, ci sono anche quelli che dicono con fermezza: Sono già grande, non ho bisogno del pisolino pomeridiano. E se è così, allora posso già farlo da solo. Ma dopo poche ninne nanne anche ai bambini più coraggiosi si chiudono gli occhi.
Nel frattempo, anche gli altri bambini hanno spazzolato i denti ed hanno fatto i rispettivi lavoretti, come per esempio lavare loro piatti. Ora giocano nel cortile, o a calcio o solo a chiacchierare. Pensare alla pausa pranzo è fuori questione. E quindi sono subito coinvolta nei loro giochi. E ‘incredibile vedere come i bambini si divertono a scoprire giochi nuovi.
E nel corso del tempo, i bambini mi sono sempre più familiare. Comincio a sapere a quale bambino piace leggere, a quale ballare, a chi piace giocare a palla o a chi saltare la corda. O a chi piace essere preso in braccio e coccolare. Una delle ragazze viene da a me mentre sono seduta su una panchina. Ci prendiamo un po’  in giro e mi accorgo che è venuta da me, perché prima qualche altra ragazza era seduta sulle mie ginocchia. Solo che è una delle ragazze già  grande, e non osa fare lo stesso. Quindi, cominciamo a inventare un gioco che ci si può coccolare un po’, senza che per gli altri bambini può sembrare cosi. Questi sono momenti speciali che mi rimarranno per sempre nella mia memoria.
Il tempo con i Gusanitos mi ha segnato profondamente, e ancora continuo a pensare ai bambini che ho incontrato lì. Ho imparato molto cose nuove in riguardo al’amicizia, la fiducia, affrontare i problemi, sulla forza interiore e la speranza. Queste esperienze e ricordi rimarranno strada facendo con me.
Grazie ad ognuno nel singolare, perché ognuno di loro mi hanno dato delle lezioni uniche di vita.

(Carla Westenberger)

Michaela e i suoi amici

BENVENUTIA  Michaela – TANTI AUGURI PER IL TUO COMPLEANNO – GRAZIE mille! Quest’ anno Michaela e i suoi amici hanno raccolto 3 valigie pieno di doni in beneficio dei nostri GUSANITOS.
Giochi, materiale scolastico, artigianato, vestiti e chiaro naturalmente anche, «spuntini» mmmmmmmiammm molto speciali,  J . Siete semplicemente una squadra GENIALE, e apprezziamo molto la vostra amicizia e fedeltà che avete nei nostri confronti. Michaela ti auguriamo un buon ritorno a casa e ti aspettiamo con impazienza fino alla prossima volta. Carissimi saluti, un forte HIP-Hip-Hurra e un forte abbraccio a tutti aiutanti e loro complici.

 

E cosi…

 

jana

 …ognuno porta un granellino di sabbia per arrivare al successo del nostro progetto. Cara Jana, tante GRAZIE per il tuo sostegno! ci mancherai e ti mandiamo carissimi SALUTI dai nostri piccoli  “Chancleta-Banditi”, 😉

 

Dalla Svizzera passando per il Nicaragua…

…imparare a conoscere Granada e lasciare le tracce dai GUSANITOS,  questo sono Yolanda e Marc, :-).

GRAZIE che ci avete  messo a nuovo le nostre mura.
Vi auguriamo un buon proseguimento del viaggio, a presto …